Festa d'autunno - Contrabbandieri di bellezza


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Notti d'Amore
IL NUOVO ACCADE dalla bellezza non so come difendermi

Un nuovo inizio. 
Nove passi verso il Nuovo, che sempre accade. Stupendo, inatteso, faticoso, imprevisto, pericoloso e meraviglioso. "Io faccio nuove tutte le cose" parole di Gesù che ci spingono a fidarci dell'incredibile vivere e a credere nell'impossibilerealizzabile. 
Allora eccoci qua, con il vento alle ali e con lo stomaco in gola per riprendere il largo per fare l'unica rivolta possibile: Continuare. C'è un emozione mai provata quest'anno nel cominciare le stagioni qui nel nostro porto di terra, una sensazione di armonia mai sentita prima, uno sguardo oltre il passato e il futuro, non sappiamo bene spiegarlo. Ma l'arrivo nel nostro porto di terra di Simone Cristicchi forse ci fa intravedere tracce di questo Sogno che forte vibra fuori e dentro la Vita che ci avvolge. Avere Simone in questo inizio d'anno non è semplicemente gioia, nemmeno soddisfazione...ma è BELLEZZA. Bellezza che strugge il male, che varca le paure, che spinge più lontano. Bellezza "da cui non sappiamo difenderci" e non vogliamo difenderci. Ecco, questo è Simone Cristicchi nel nostro cammino. L' abbiamo incontrato di persona questa primavera a Roma dopo il suo splendido spettacolo "il secondo figlio di Dio" c'eravamo dati appuntamento tramite twitter per vederci dopo il suo spettacolo nel camerino. "Certo che verrò da voi, ne sono felice". Ed eccoci qui in un tempo e in uno spazio preciso, dove incontreremo la persona, il cantautore, l'attore e lo scrittore Cristicchi, che darà a noi uno slancio nuovo d'attraversare e da vivere.

La bellezza è la via che ancora una volta vogliamo percorrere. L'unica possibile "arma" contro la paura, l'ingiustizia, il terrore, la mediocrità, la superficialità, l'ipocrisia. In tutto l'anno di fraternità sarà la Bellezza a condurci su strade nuove senza mai voltarci indietro.
Vi aspettiamo domenica 8 ottobre alle  ore 18. Per ricominciare ad esserci in questa parte di vita.

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What If - Giorni Giovani

Quattro giorni immersi nella Bellezza antica e sempre nuova del Monastero di San Magno a Fondi. Quattro giorni giovani e ce n’erano tanti, più di cinquanta. C’erano anche sei giovani della nostra città. Mescolati e gioiosi tra musica, parole, testimonianze, laboratori e tanta voglia di esserci. Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Questo il tema di questi fantastici giorni giovani.
Il cambiamento che tutti desideriamo parte proprio da noi, dal nostro coraggio di guardare la realtà e desiderare sempre di cambiarla per essere davvero fedeli ad essa. Non muore solo ciò che cambia.
Il coraggio e la bellezza di don luigi Ciotti, prete di strada e impegnato sul versante della giustizia e della legalità contro ogni mafia, che uccide e assopisce i sogni. Mafia che può e deve essere sconfitta. Perché c’è ed è in mezzo a noi.  La leggerezza e la profondità di Folco Terzani, figlio del noto scrittore, che nei suoi grandi viaggi ci fa gustare insieme con lui la bellezza dalla nuda Terra, dell’Amore a ogni creatura. Passando da Madre Teresa ai mistici dell’Himalaya . E poi ancora tante suggestioni. La storia di Angelo e Simona Coscia, uniti dalla passione per la vita e per gli ultimi, tra parole che diventano Fiabe e storie difficili di emarginazione che diventano nuove speranze per i futuri. In camper tra difficoltà, anche grandi e sempre la voglia di accettare e incarnare il cambiamento che lo Spirito ci suggerisce. Poi Lui don Francesco, Prete innamorato e tenace, che con la musica e la sua gioia ti fa gustare sempre un po’ di cielo. San Magno è un porto di terra, dove ognuno può trovare uno spazio per se stesso, per ritrovarsi e riprendere il cammino.
Sono stati giorni di bellezza, contagiosa e capace di dare slancio, pur tra la bruttura che talvolta avvolge il mondo. Dietro ogni cosa, Lui, L’incredibile Dio, accampato fuori le mura tra gli ultimi e i sognatori, tra quelli che sanno ancora sperare e che partendo da sé diventa seme di speranza. Quelli che cercano il tesoro e trovatolo vendono tutto per averlo.
E poi un’espressione, usata per un laboratorio sulla cittadinanza e la politica, per cambiare con il nostro impegno le nostre città: What If. Si può tradurre in italiano “cosa succederebbe se..”
Che cosa succederebbe se smettessi e smettessimo di credere a parole vuote e compromesse e ricominciassimo a usare parole belle e autentiche.
Che cosa succederebbe se davvero credessimo in più nei giovani dandolo strumenti e passione per cambiare davvero il mondo.
Che cosa succederebbe se la politica smettesse di essere spazio per gli interessi personali, per diventare davvero spazio di costruzione di vita buona per tutti.
E se…. Ognuno può indicare il suo What If e ricominciare. Riprendere un cammino interrotto, riannodare un filo spezzato che da senso a tutta la vita.
What if…me lo chiedo e sento la paura che sale quando si vuole in autenticità lasciarsi attraversare dal cambiamento che la vita mi pone davanti. Ci vuole coraggio e lasciare che anche nel dolore la trasformazione avvenga come il bozzolo che diventa farfalla. Passaggi che diventano vere resurrezioni. Ciò che non cambia muore, nell’asfissia di giorni tristi e meschini.
L’attualità di questi  giorni è spesso dura e sembra smentire il Sogno di io di una fraternità universale.
Che cosa dire di Charlie, del dramma degli immigrati morti in mare prima ancora di trovare una terra che potesse essere casa loro, Delle guerre in Africa e Medioriente, dell’imminente dittatura in Venezuela tra scontri e sangue della stupidità di un uomo ricco e potente che governa un grande Paese come l’America come un ragazzino capriccioso e arrogante. E che dire di noi, delle  nostre comunità schiacciate e incapaci di rialzarsi, di stringersi e insieme cercare una strada per uscire da questo grigiore. Divisi e litigiosi, sospettosi e sempre più individualisti o al massimo chiusi nelle nostre tribù pensando solo al proprio interesse. Vittime di un pensiero unico di un finto benessere da conseguire a discapito di tutti e tutto. E poi la vita, quella vera che invece richiede più attenzione, tenerezza e concretezza, scelte difficili ma necessarie, passione e impegno. Che cosa succederebbe se le nostre chiese ormai vuote, diventassero luoghi spazi liberi d’incontri fraterni per mettere insieme energie e sogni, progetti e risorse per cambiare da noi, il nostro quartiere, città e via via fino ad allargare i nostri orizzonti. Perché non farlo, prima che sia troppo tardi. Sempre meno preti, seminari in crisi, fanno pensare che forse Dio ci parla. Si pretende, si guarda dalla finestra… ma il futuro non aspetta. Dio è là nei nostri giorni nascosto come tesoro nel campo…ci attende. Ognuno con la sua storia.

 

FUTURO INTERIORE - Festa Estate


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Carta di responsabilità e d'impegno

Sacerdoti, religiosi, religiose che da anni chi in modo più coinvolgente chi indirettamente si impegnano con Libera sui vari territori del Paese. Sono parroci, animatori di comunità di accoglienza per poveri ed emarginati, religiosi e religiose che quotidianamente lavorano a contatto con i giovani e in quelle che Papa Francesco definirebbe le "periferie esistenziali".
E proprio l'incontro con il Papa durante la giornata della memoria e dell'impegno di qualche anno fa a Roma è come se avesse confermato la bontà e la necessità di incontrarsi. Un'occasione per pregare insieme, confrontarsi, capire meglio i propri limiti ma anche incoraggiarsi reciprocamente sul lavoro da fare. E così quest'anno dopo essere stati insieme nel monastero San Magno di Fondi hanno redatto una vera e propria Carta di impegni evangelici, alla quale ora chiunque - sacerdoti, religiosi/e, Vescovi, laici - potrà aderire.

Carta di responsabilità e d'impegno

Sacerdoti e religiosi, Carta di Fondi,
leggi l'editoriale di Antonio Maria Mira su Avvenire | 9 settembre 2016

Se vuoi aderire e sottoscrivere la carta scrivi a
cartafondi@libera.it





La Celebrazione Eucaristica è alle ore 18,30
della Domenica

  Notti d'Amore


Giovedì 14 Dicembre
ore 21
     
  Gruppo Nain


Domenica 17 Dicembre
ore 10
     
   
 

 

 

 

 

 

 


 

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Fuga dalla complessità
Luigi Alici

 
 
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