IO SONO L'ALTRO - 18/19 gennaio 2020

José Tolentino de Mendonça Al nuovo cardinale, creato da Papa Francesco il 5 ottobre 2019, è stata assegnata la diaconia della chiesadei Santi Domenico e Sisto.

Teologo e poeta, voce tra le più influenti del Portogallo, José Tolentino de Mendonça poco più di un anno fa è stato chiamato da Papa Francesco a custodire quei preziosi scrigni di sapere che sono la Biblioteca apostolica e l’Archivio segreto vaticani, a coronamento di una lunga esperienza accademica, maturata soprattutto nell’Università cattolica portoghese (Ucp) di Lisbona. Ora lo stesso Pontefice ha deciso di annoverare nel collegio cardinalizio questo arcivescovo cinquantatreenne, sempre aperto al dialogo con le diverse espressioni culturali del nostro tempo, le cui opere hanno ricevuto numerosi premi e sono state tradotte in moltissime lingue. 

Nato a Funchal, nell'isola di Madeira, il 15 dicembre 1965, ha iniziato a frequentare nel 1986 l’Ucp nella capitale, dove nel 1989 ha conseguito la licenza in Teologia. Ordinato sacerdote per la diocesi natale il 28 luglio 1990, nello stesso anno si è iscritto al Pontificio istituto biblico a Roma, ottenendo nel 1992 la licenza in Scienze bibliche. Nel 2004, di nuovo presso l’Ucp di Lisbona, ha completato la formazione con il dottorato summa cum laude in Teologia biblica su un testo del vangelo di Luca (7, 36-50, la scena dell’incontro tra Gesù e la peccatrice in casa di Simone, il fariseo),relatore l'esegeta gesuita Jean-Noël Aletti. Successivamente (2011-2012) ha anche svolto attività di ricerca allo Straus Institute for the Advanced Study of Law & Justice di New York.

A Funchal ha continuato a vivere nei primi tre anni di ministero presbiterale, insegnando presso il seminario diocesano e collaborando con la parrocchia di Nossa Senhora do Livramento. Nel 1995 si è trasferito nella capitale del Portogallo, svolgendo per un quinquennio la missione di cappellano dell'Università cattolica. Nel 2001 è stato inviato a Roma come rettore, per due anni, del Pontificio collegio portoghese e dopo il dottorato è divenuto professore di Nuovo testamento ed Estetica teologica nella facoltà di Teologia dell’Ucp a Lisbona (2004-2018). Nel frattempo ha diretto la rivista di studi teologici “Didaskalia” (2005-2012) e il Centro per studi di religioni e culture (2012-2017) dell'ateneo, ed è stato rettore della cappella di Nossa Senhora da Bonança (2010-2018).

Nominato nel 2011 consultore del Pontificio consiglio della cultura, l'anno successivo è divenuto vicerettore dell'Ucp, svolgendo anche attività di docente invitato in Brasile presso le università cattoliche di Pernambuco e Rio de Janeiro e presso la facoltà di Filosofia e Teologia dei gesuiti a Belo Horizonte.

Intellettuale raffinato, ha pubblicato numerosi volumi e articoli in ambito teologico ed esegetico, oltre a varie opere poetiche, attingendo anche al linguaggio letterario e filosofico. Esperto del rapporto tra letteratura e teologia, nel 2014 ha rappresentato il Portogallo nella Giornata mondiale della Poesia e sul giornale “Expresso” cura da anni una rubrica settimanale dal titolo “Che cosa sono le nuvole”.

Nel 2018 Papa Francesco dapprima lo ha scelto per predicare, dal 18 al 23 febbraio, gli esercizi spirituali per la Curia romana ad Ariccia sul tema «Elogio della sete»; e poi, il 26 giugno, lo ha nominato archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, elevandolo in pari tempo alla Sede titolare di Suava, con dignità di arcivescovo. Ricevuta il 28 luglio l'ordinazione episcopale a Lisbona, nello splendido monastero cinquecentesco dos Jerónimos, per le mani del cardinale patriarca Manuel Clemente – conconsacranti il cardinale António Augusto dos Santos Marto, ordinario di Leiria-Fátima, e il vescovo emerito di Funchal, Teodoro de Faría – ha scelto come motto Considerate lilia agri, “Osservate i gigli del campo”, tratto dal discorso della montagna (Matteo 6, 28).  Il 1° settembre ha iniziato il nuovo incarico e il 4 dicembre ha accolto il Pontefice in visita alla Biblioteca apostolica e all’Archivio segreto vaticani.


 

Nello Scavo dopo gli esordi a Catania per “La Sicilia” e le collaborazioni con alcune testate nazionali, dal 2001 è giornalista di "Avvenire". Reporter internazionale, cronista giudiziario, corrispondente di guerra, collabora con diverse testate estere. Le sue inchieste sono state rilanciate dalle principali testate del mondo, fra cui The New York Times,  The Washington Post, The Independent, Le Monde, Huffington Post, La Croix, Bbc, Cnn, Clarin, La Nacion, El Pais, El Mundo e altri.

Negli anni, ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone «calde» del mondo come la ex-Jugoslavia, la Cambogia e il Sudest asiatico, i paesi dell’ex Urss, l'America Latina, il Corno d'Africa e il Maghreb.

Nel settembre 2017 è riuscito a introdursi in una prigione clandestina degli scafisti libici, raccontando in presa diretta quali siano le condizioni dei migranti intrappolati. Nel 2016, dopo avere percorso e raccontato per oltre un anno la rotta terrestre dei Balcani, insieme a carovane di profughi, è stato in Siria scoprendo le catacombe dove sono tornati a vivere i cristiani sotto i bombardamenti. Nel 2011 è stato tra i primi al mondo a entrare insieme a Cnn, Reuters e New York Times nella città di Mogadisho, mentre la capitale somala veniva devastata da una nuova ondata di combattimenti.
Negli ultimi anni è stato tra i giornalisti internazionali a trascorrere più tempo sulle navi di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. E nel gennaio 2019 è stato il primo giornalista a salire a bordo della nave Sea Watch 3 che per tre settimana è stata bloccata in mare dopo avere soccorso, conla Sea Eye, 49 migranti a cui non era stato permesso di sbarcare.
Tra gli altri, ha scritto “La Lista di Bergoglio” (Emi, 16 lingue - 60 Paesi) “I sommersi e i salvati di Bergoglio” (Piemme-Mondadori, 2014), “Luigi Ciotti, un pretre contre la mafia” (Bayard, Francia). “I nemici di Francesco” (Piemme-Mondadori, tradotto in oltre 20 Paesi). "Perseguitati" (Piemme - Mondadori, in via di traduzione per l'estero). "Bergoglio e i libri di Esther. L'amicizia tra il futuro papa e la rivoluzionaria desaparecida" (Città Nuova, 2017). L'ultimo libro è "Fake Pope. Le false notizie su Papa Francesco" scritto con Roberto Beretta (San Paolo, 2018).

Dario D'Ambrosi
Nato a San Giuliano Milanese nel 1958, Dario D'Ambrosi mostra fin da giovanissimo una grande passione per il teatro unita all'interesse per lo studio delle malattie mentali, tanto da farsi internare per tre mesi all'ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano per osservare da vicino il comportamento degli psicopatici. Da queste due passioni nasce la formula del suo teatro, definito "teatro patologico" da uno di quei primi critici che si spinge fino allo spazio di via Ramazzini, a Roma, per assistere ai suoi primi lavori. Gli spettacoli del teatro patologico tendono ad indagare la follia, quella vera dei malati, al fine di ridare, come sostiene D'Ambrosi stesso, "dignità al matto".

Il Caffé La Mama di New York
Dopo avere messo in scena i primi spettacoli, D'Ambrosi si trasferisce, appena diciannovenne, a New York, dove incontra Ellen Steward, fondatrice del Caffè La Mama, che lo fa esordire a teatro con il monolgo "Tutti non ci sono", che resterà in cartellone per mesi. Siamo alla fine degli anni '70 e il Caffè La Mama rappresenta il laboratorio artistico all'avanguardia per eccellenza, è il punto d'incontro di artisti quali Robert DeNiro, Andy Warhol, Lou Reed, Pina Bausch e tanti altri. Dario D'Ambrosi continua a frequentare assiduamente il teatro, diventandone membro, proponendo vari spettacoli e dirigendo nell'89 il festival di teatro "L'altra Italia". "Tutti non ci sono", "La trota", "I giorni di Antonio", "Il ronzio delle mosche", "Allucinazioni da psicofarmaci", "Cose da pazzi", "Il principe della follia", "Il nulla", "Frusta-azioni", "Un regno per il mio cavallo" (tratto dal Riccardo III di Shakespare) sono alcuni titoli degli spettacoli più significativi che Dario D'Ambrosi fino ad oggi ha scritto, diretto, interpretato e rappresentato nelle maggiori città italiane, New York e poi ancora Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, Detroit e, in Europa, a Barcellona, Amsterdam, Monaco.

Il cinema e la televisione
D'Ambrosi lavora anche come attore per il cinema e la televisione. Nel 1997 è apparso nel film per la tv Don Milani, a fianco di Sergio Castellitto. Era uno dei protagonisti dello sceneggiato televisivo Racket. Ha poi lavorato al fianco di Anthony Hopkins e Jessica Lange nel film Titus di Julie Taymor. Era Angelo Lupi nel recente Padre Pio di Giulio Base, mentre nella Uno Bianca di Michele Soavi era il commissario Monti. È uno dei protagonisti del film Almost blue di Alex Infascelli. Nel film Terra di nessuno di Gianfranco Giagni e con Ben Gazzara è Lucigni. Ha poi lavorato nello sceneggiato televisivo di Michele Soavi Il Testimone. Ha interpretato poi il ruolo del flagellatore di Cristo nel celebre film La Passione di Cristo di Mel Gibson.

D'Ambrosi regista cinematografico
D'Ambrosi ha realizzato la sua prima regia cinematografica con un film prodotto da Gianfranco Piccioli per la Hera International dal titolo Il ronzio delle mosche, con Greta Scacchi nella parte della protagonista femminile. Di recente ha firmato la regia di Uomo Gallo, film tratto da una storia vera e incentrato su un bambino handicappato che viene rinchiuso in un pollaio e che, crescendo, si identificherà con la figura del gallo.

 

Arturo Mariani, classe 1993, è un giovane romano nato senza una gamba; le sue più grandi passioni sono due, il calcio, attualmente è calciatore della Nazionale Italiana Calcio Amputati con cui ha giocato nel 2014 i Mondiali in Messico e la scrittura; “Nato così“, pubblicato nel luglio del 2015, è il suo primo libro autobiografico nel quale descrive la sua vita, partendo ancor prima di nascere, quando era ancora nel grembo della madre. Un libro ricco di valori e di forza di volontà, di esperienze e incontri; un messaggio di vita e speranza. A settembre è uscito “Vita Nova“, con la prefazione di Maurizio Costanzo, ed è il suo nuovo e secondo lavoro editoriale. Un viaggio nella storia, nel tempo e nella vita di 13 personaggi, famosi e non. Il libro si snoda alla ricerca di quel fatidico punto X che ha generato un cambiamento radicale nel percorso di ogni singolo personaggio.
Grazie a una serie di domande abbiamo cercato di conoscerlo un po’ meglio, di capire quali sono le difficoltà, le gioie e i dolori di una vita non semplice, ma ricca di sogni in cui il motto è andare sempre avanti per realizzarli.

 

Alex Zanotelli è nato il 26 agosto 1938 a Livo, in provincia di Trento.
Studia teologia a Cincinnati, negli Stati Uniti, e nel 1964 viene ordinato sacerdote nell'Istituto dei missionari comboniani.

La sua prima esperienza di missione è in Sudan: dopo otto anni viene allontanato dal governo a causa della sua solidarietà con il popolo Nuba e della coraggiosa testimonianza cristiana.

Alex Zanotelli, missionario comboniano, profeta del Vangelo. Non in patria, perché personaggio indigesto, troppo lucido, troppo spesso teso a dire la verità.Ma profeta in missione: perché vicino ai poveri, scandalosamente portato a dividere con loro fame e miseria. Uomo di Cristo, orgogliosamente uomo di Chiesa, ancheContinua quando con la Chiesa è in contrasto.

Assume la direzione della rivista Nigrizia nel 1978 e contribuisce a renderla sempre più un mensile di informazione, nel solco di una tradizione avviata nel 1883 e consolidatasi a partire dagli anni '50. Il suo programma di lavoro è ben chiaro fin dall'inizio:

"Essere al servizio dell'Africa, in particolare 'voce dei senza voce', per una critica radicale al sistema politico-economico del nord del mondo che crea al Sud sempre nuova miseria e distrugge i valori africani più belli, autentici e profondi".

Per quasi dieci anni, Zanotelli ha saputo prendere posizioni precise e imporsi all'opinione pubblica italiana, affrontando i temi del commercio delle armi, della cooperazione allo sviluppo affaristica e lottizzata, dell'apartheid sudafricano. È stato anche tra i fondatori del movimento "Beati i costruttori di pace", con cui ha condotto molte battaglie in nome della cultura della mondialità e per i diritti dei popoli.

Ma proprio per il suo carattere schietto e sincero, ed il suo infaticabile impegno nel denunciare le ingiustizie di questo mondo e la superficialità di certi ambienti religiosi nel 1987 - su richiesta di esponenti politici e vaticani - Alex Zanotelli è indotto a lasciare la direzione di Nigrizia: ma la sua eredità culturale, raccolta dai successivi direttori e redattori, continua a manifestarsi anche oggi.

Negli ultimi otto anni, il lavoro missionario di Zanotelli si è svolto a Korogocho, una delle baraccopoli che attorniano Nairobi, la capitale del Kenya. Continuano tuttavia le sue collaborazioni giornalistiche: con Nigrizia dove da quest'anno ha anche la rubrica fissa "Sulle strade di Pasqua"; e con la direzione della rivista Mosaico di Pace, pubblicata da Pax Christi.

Chiara Valerio è nata a Formia nel 1978 ed ha trascorso l'infanzia e la prima giovinezza a Scauri. Ha conseguito un dottorato in Matematica all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Attualmente vive a Roma.

È redattrice della rivista Nuovi Argomenti e ha collaborato al blog letterario Nazione Indiana; ha scritto per il teatro e per la radio, ha collaborato con Il Sole 24 ORE e l'Unità e con la trasmissione culturale “Pane quotidiano”, Rai 3. Per l'editrice Nottetempo ha diretto la collana "narrativa.it", dedicata ai nuovi scrittori della narrativa italiana. Con Anna Antonelli, Fabiana Carobolante e Lorenzo Pavolini cura il programma "Ad alta voce" di Rai Radio 3, rete sulla quale conduce il programma "L'isola deserta". Con Nanni Moretti, Valia Santella e Gaia Manzini ha scritto il soggetto del film di Nanni Moretti Mia madre, con Gianni Amelio e Alberto Taraglio ha scritto il soggetto del film di Gianni Amelio, La tenerezza. Lavora come editor della narrativa italiana presso l'editore Marsilio e scrive per il settimanale Robinson de La Repubblica e per il mensile Amica.

Nell'ottobre 2016 è stata designata direttrice culturale della nuova fiera del libro milanese "Tempo di libri". Si è dimessa l'anno successivo.

 

 

Fraternità Monastero San Magno
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